mercoledì 22 maggio 2013

In Usa ai più piccoli si insegna la leggenda della Vivisezione

In un articolo  leggiamo di un opuscolo appositamente preparato per i bambini (per ovvi motivi non in grado di scoprire le clamorose falsità documentate), che è chiaramente un tentativo sporco del mondo della vivisezione, vergognosamente supportato da chi dovrebbe pubblicamente tutelarci, di agire con la menzogna per difendere delle posizioni sempre più patetiche e sempre meno scientifiche, che dimostrano quanto sia a rischio il loro fragile castello di sabbia. La favoletta narra di un cucciolo malato di nome Lucky che viene portato da un dottore per essere curato. Mentre il dottore da una pillola al cagnolino, il bambino gli chiede: "Ma come fa a sapere quali pillole dargli, e in che dosi?" "Io so quali e quante pillole dargli grazie alla ricerca" "La ricerca?" "Sì! La Ricerca serve a far si che gli animali malati e la gente malata stiano bene" (sic). Il dottore inizia a raccontare il perché con una storiella: “Una ricercatrice aveva nel suo laboratorio dei topini che vivevano in piccole e simpatiche gabbiette (ai bambini non spiegano certo cosa provano questi roditori negli stabulari), venivano alimentati molto bene (lo stesso e identico cibo per tutta la vita… chi non lo vorrebbe!), ed erano malati della stessa malattia di Lucky. Per questo la ricercatrice dava ai topi tante medicine di diverso tipo; all’inizio nessuna di queste li curava però lei insisteva nel provare (motivo per cui servono fondi alla Ricerca sennò come fanno a curarci); alla fine perseverando ne trovò una adatta per i topi (casualità scientifica?); con piccole dosi non guarivano subito, ma aumentandole miglioravano (Ld50 la metà degli animali uccisi per esperimenti di tossicità!). Finalmente un bel un giorno la ricercatrice scoprì la dose giusta da dare ai topi; incredibilmente andava bene anche ai cuccioli come Lucky e perfino ai bambini malati o in crescita. Alla domanda ma come può una medicina per animali andare bene anche per i bambini? Il dottore risponde: “topi, cuccioli come Lucky e i bambini come te…siete tutti animali!” I nostri corpi sono in realtà diversi, ma noi siamo molto simili sotto la nostra pelle! Così prima sperimentiamo queste pillole sugli animali per poi essere sicuri che vadano bene a voi bambini! Toccante, veramente toccante! Peccato che esista la bio-diversità e che i dati estrapolati da topo a topo (intra-speciem) o da topo a coniglio (inter-species) non sono mai gli stessi, differiscono completamente e non rendono pertanto la riproducibilità valida per nessun laboratorio. Gli animali è vero sono simili a noi (percepiscono il dolore, hanno paura, si possono ammalare), ma in termini prettamente scientifici sono a noi disuguali per le differenze anatomiche, organiche, biologiche, metaboliche, genetiche e psichiche. In più noi gli animali per gli esperimenti li ammaliamo volutamente, gli facciamo venire cancri che in natura non contraggono, li rendiamo artificiali o geneticamente modificati; insommanon sono uguali e allora li rendiamo simili, creando così continue catastrofi nella medicina. 
Una volta ci facevano credere che chi era contro la vivisezione era solo un povero ed emotivo animalista mosso da passioni irrazionali, ma a leggere questo ridicolo libricino sembra proprio che le parti si stiano invertendo, visto come sono caduti in basso ed il pressappochismo delle buffonate scritte. Oggi esistono apparati internazionali come I-care, Ecvam, Ipam che dimostrano scientificamente tesi totalmente contrapposte alle fandonie della Ricerca; oggi ci sono scienziati di grande fama che dimostrano come siano in realtà solo gli interessi a spingere molti, ad usare ancora animali nei laboratori.Pietro Croce, medico onesto, pentitosi perchè costretto in passato a "sperimentare", ha scritto un libro autentico e "scomodo" dove si possono leggere diverse dichiarazioni di medici contrari alla sperimentazione . Sembra quasi che le famose verità assunte a dogma da questa società anno dopo anno inizino a perdere colpi: un mito incontrastato come la teoria darwiniana, si sta superando sempre di più a livello accademico grazie al Prof. G. Sermonti, ai cattedratici, ai paleontologi, ai genetisti, ai biochimici, ai molecolaristi insomma ad un’intera generazione di giovani scienziati, non certo assimilabili a creazionisti biblici o a fondamentalisti religiosi, che oggi hanno il coraggio di attaccare questo “credo”. E la sperimentazione di animali non è un credo? Non ci viene propinata dai puri in camice bianco che dicono che quello che fanno è per il nostro bene? Sembrerebbe quasi che i pilastri della visione positivista-scientista stiano vivendo una fase molto delicata: oggi si crede in questa scienza intoccabile ed infallibile, così come nel medioevo si credeva alla religione. Ieri sull’altare della Chiesa pagavano le streghe e gli eretici, oggi sull’altare della Scienza o meglio del Profitto, pagano innocenti creature “sane” e noi umani “malati”. Tutto questo è ora che finisca e lo sarà solo per il coraggio e l’autenticità di pochi che se ne incaricheranno. 

Una Società che impone la menzogna come credo 

Quando c’è un bisogno così evidente di cambiare le carte in tavola per paura che si scopra la verità, quando si architetta tutto un sistema legislativo per nascondere questo assurdo sacrificio di animali che si chiama Ricerca, quando anche apparati che dovrebbero tutelarci mentono spudoratamente nonostante ci siano anche prove scientifiche certificate, dovremmo assolutamente riflettere. Nel mondo e in Italia le connivenze tra Potere Medico e politica, grande stampa e interessi economici multinazionali, erano state già ampiamente documentate dal coraggio di un uomo a nome di Hans Ruesch. Ma che la nostra attuale società sia impostata essenzialmente sull’apparenza e sull’immagine all’esterno e molto spesso nasconda nel suo profondo grande ipocrisia e menzogna, è un fatto ormai purtroppo constatato non solo nella sperimentazione. Se pensiamo alle mafie sanitarie e alle fabbriche di malattie che continuamente creano danni alla nostra salute; alle menzogne e agli interessi delle lobbie degli inceneritori; alle corse al superconsumismo che saccheggiano le risorse del nostro pianeta spacciate come “stile di vita”; all’usura bancaria privatizzata che accumula ricchezza a scapito del sudore dei cittadini; alle numerose organizzazioni che lucrano sulla beneficenza fatta per i paesi poveri del Terzo Mondo; alle motivazioni nascoste e molto poco “pubblicizzate” che scatenano conflitti in tutto il globo; se constatiamo questi fatti, possiamo tracciare il quadro d’insieme di come la nostra civiltà sia ormai giunta ad un punto di non ritorno.
Una volta i popoli più disparati della Terra avevano i loro miti e le loro leggende, che noi chiamavamo favole, ma che invece per loro rappresentavano quel mistero che dava profondo significato al loro essere in questo mondo; i bambini potevano credere alla Cicogna, a Babbo Natale e la Befana (oggi invece devono credere alle moderne storielle dei vivisettori) e quindi nella loro infanzia era ancora lecito “sognare”; le società erano più normali di adesso e si viveva con una certa sobrietà amando anche le cose semplici. È ora? Ora esiste un'unica massa informe fatta di clienti/consumatori, schiavizzata dal pensiero unico e costretta “liberamente” a credere a tutti i miti e le leggende che scienza, televisione o politica gli impongono; ai bambini hanno donato una vita artificiale che li fa crescere più in fretta e soprattutto con minor contatto con la realtà che li circonda; le società attuali si sono trasformate in imprese che guardano solo alla produzione (Pil) e agli interessi personali, fregandosene di Madre Natura che li ospita amorevolmente, degli abitanti che la popolano nei differenti regni, ma anche di se stessi, visti l’alienamento e l’egoismo pressoché totali da individuo a individuo. Un simile pensiero non equivale certo a dire aspettare passivamente che le cose migliorino, che la tanto attesa “fine del mondo” ci prenda tra pochi o molti anni, e soprattutto che le cose stiano come vorrebbero farci credere loro. Tutt’altro! Non siamo fatalisti, anzi siamo sempre pronti a combattere e a non cedere il passo alle continue falsità da parte di chi, non ha nel suo dna, sentimenti di giustizia o di libertà. Diceva un celebre poeta americano: Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui! Noi abbiamo un difetto diciamo in faccia quello che pensiamo e facciamo solo quello in cui crediamo veramente; è per questo che sappiamo bene quanto sia difficile essere accettati in questo palcoscenico, fatto ad arte dal sistema, in cui tanti sono obbligati a recitare un loro personaggio. Noi non siamo per i falsi moralismi o per gli opportunismi del momento, siamo solo per la verità e alla fine questa, potrà sembrare retorico, dovrà per forza trionfare!


FONTE : http://www.mementonatura.org/notizie/notizia.php?id=63

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